“Il film che vedrete è un resoconto della tragedia capitata a cinque giovani, in particolare a Sally Hardesty e al fratello Franklin. Il fatto che fossero giovani rende tutto molto più tragico, le loro vite furono stroncate da eventi così assurdi e macabri che forse neanche loro avrebbero mai pensato di vivere…”
Sono queste le battute introduttive del film di Marcus Nispel, l’horror Non aprite quella porta, distribuito nelle sale nel 2003 con un buon riscontro ai botteghini.
La pellicola è il remake dell’omonimo lungometraggio anni ’70 diretto da Tobe Hooper, che ha partecipato anche a questo nuovo progetto.
L’assassino che perseguita i protagonisti di questa saga cinematografica è Leatherface (“Faccia di cuoio”), da sempre rappresentato come un uomo alto e cicciottello, ritardato mentalmente e accompagnato dalla sua motosega. Il personaggio si basa sul vero assassino Ed Gein che, come lui, indossava maschere con la pelle del volto delle proprie vittime.
Chi è Ed Gein
È stato uno dei più noti e crudeli assassini della storia statunitense, soprannominato Il macellaio di Plainfield. Dopo la morte del fratello nel 1944, avvenuta in circostanze misteriose, altre sei persone scomparvero. Gein è stato associato solo a due di essi, anche se è sospettato di ulteriori delitti.
Al momento dell’arresto, le autorità trovarono un’autentica casa degli orrori:
- teste come decorazioni nella camera da letto;
- pelle umana usata come tappezzeria per lampade da tavolo e per sedie;
- calotte craniche trasformate in ciotole;
- una maschera facciale fatta con la vera pelle di un viso umano trovata in una scatola di carta;
- una collana fatta di labbra umane;
- un guardaroba fatto di gambali, un torso sventrato e maschere di pelle morta…
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