
Da martedì 13 ottobre 2009, prende il via in prima serata su Canale 5, la nuova fiction in 6 puntate dal titolo “Il Falco e la Colomba“, una produzione RTI, realizzata da DAP ITALY s.r.l., con la regia di Giorgio Serafini.
Liberamente ispirato al racconto “La Badessa di Castro” di Stendhal, “Il Falco e la Colomba” è una storia di passioni e di intrighi nella Roma papalina del ?500.
Giulio Branciforte (Giulio Berruti) è un capitano di umili origini al soldo del Cardinale Pompeo Colonna (Vincent Riotta), che mira a scalzare Papa Clemente VII (Venantino Venantini) dal soglio pontificio.
Elena Campireali (Cosima Coppola), figlia del Signore di Campireali (Franco Oppini) è una ragazza appena uscita dal convento di Castro, dove ha ricevuto la sua educazione. Appartiene ad una ricca famiglia di Albano, fedele a Clemente VII, ed è legatissima alla madre Beatrice (Sabina Began), e a Marietta (Alessandra Barzaghi), la sua fidata cameriera personale. Beatrice ha previsto per la figlia un matrimonio di interesse con il Principe Savelli (Fabio Testi), un potente banchiere.
Giulio ed Elena non potrebbero essere più diversi: per censo, per la rivalità dei rispettivi ambiti sociali, per un destino opposto che pare già scritto.
Eppure si innamorano.
Ma la loro storia è destinata a sfidare convenzioni sociali e opportunismi politici.
I due si trovano inconsapevolmente al centro del destino dell’Europa intera: sia i Francesi che gli Spagnoli mirano infatti a porre sotto il loro dominio lo Stato Pontificio.
Colonna, di cui Giulio è fedele, cercherà in tutti i modi di sfruttare la situazione a suo vantaggio. Fabio Campireali (Davide Paganini), fratello di Elena e acerrimo nemico di Colonna, tenterà di contrastarne le mire.
In mezzo, Giulio e i suoi fedeli amici: Ugone (Adriano Pappalardo), Ferdinando (Alessandro Pess), Armido (Enrico Lo Verso), Ranuccio (Francesco Rossi Salvemini) e Lisetta (Anna Safroncik), da sempre innamorata di Giulio. E dall’altra parte Elena, il cui matrimonio con Savelli è il prezzo per permettere a Fabio di raggiungere i suoi obiettivi.
Quando la loro storia viene alla luce, Giulio ed Elena provano prima a separarsi, ma non potendo stare lontani l’uno dall’altra, decidono di fuggire.
Ed è una fuga disperata e pericolosissima, tra conventi assaltati, boschi, spiagge, città, inseguiti dagli emissari della famiglia di lei, dagli uomini di Savelli, dai soldati di Colonna e dai Papalini.
Giulio ed Elena finiscono insomma in un gioco di poteri forti più grandi di loro, dove anche la Chiesa, scomunicando lui e accusando di eresia lei, tenta di separarli.
In una situazione in cui non ci si può più fidare di nessuno, e il pericolo è sempre in agguato, i due innamorati finiscono per trovare un inaspettato sostegno in Vittoria Colonna (Anna Galiena), illuminata dama di corte, e in Michelangelo Buonarroti, sensibile al loro tormentato amore. Fino a quando la situazione precipita: Roma è invasa dai Lanzichenecchi. E’ il famigerato Sacco.
Tra il saccheggio e la disperazione, Giulio ed Elena proveranno a sopravvivere e a difendere il loro amore contro tutto e tutti.
Note di Produzione
Liberamente tratto da “La Badessa di Castro” di Stendhal, “Il Falco e la Colomba” è ambientato nella Roma papalina del 1500 e racconta della difficile e contrastata storia d’amore tra due giovani di diversa estrazione sociale.
Le problematiche di ambientazione scenografica e logistica del suddetto periodo sono molteplici, riconducibili principalmente alla sovrapposizione architettonica delle varie epoche successive riscontrate nella gran parte delle proposte d’ambienti.
Pertanto il principale problema della produzione congiuntamente alla scenografia è stato quello di individuare delle location importanti per la valorizzazione del periodo storico, ma nello stesso tempo poco inquinate da interventi di epoche successive.
E’ stato svolto un difficile lavoro di scouting che permettesse la realizzazione della serie con sopralluoghi in tutto il territorio italiano; tale fase di ricerca si è protratta per circa quattro mesi fino alla scelta di importanti e preziose location come l’Abbazia di S. Maria di Propezzano, per la prima volta utilizzata come set cinematografico, il Palazzo dei Papi di Viterbo, Palazzo Farnese a Caprarola, Villa d’Este a Tivoli, la splendida Villa i Collazzi di Firenze attribuita a Michelangelo, il centro storico di Pienza e particolari e incontaminati scorci della Val d’Orcia.
Nell’arco delle 24 settimane di riprese sono state utilizzati circa 2000 figurazioni in costume, 1000 presenze di cavalli, carrozze d’epoca, acrobati e controfigure per le scene d’azione. A questo proposito, per le numerose scene di battaglia presenti nella serie, è necessario sottolineare che è stata effettuata un’importante preparazione sugli attori che hanno partecipato a lezioni di equitazione e addestramenti di gruppo.
La gestione di questi grandi numeri ha previsto un’organizzazione produttiva in grado di assecondare le necessità di tutti i reparti e di ottimizzare nello stesso tempo le risorse umane al fine di garantire il perfetto funzionamento delle riprese.
I Costumi di LUCIANO CAPOZZI
La storia de “Il Falco e la Colomba” si svolge attorno al 1530. Il costume italiano di quel periodo, assieme a quello dell’impero romano, è sicuramente il più conosciuto e ammirato nel mondo. Innumerevoli sono le grandi opere pittoriche dalle quali prendere ispirazione. Tuttavia, nell’elaborazione dei costumi di questa serie si è voluto evitare una ricostruzione esclusivamente filologica, che rischiava l’effetto “museale”. Si è cercato, piuttosto, di trovare, pur nel rispetto del periodo, quei caratteri del costume che potessero affascinare e avvicinare il grande pubblico alla storia. Lo stile dell’epoca ad esempio, prevede l’arrotondamento della linea degli abiti, che sino ad allora avevano disegnato delle figure decisamente più sottili ed allungate. Questa ricchezza di volumi, la si è ottenuta, mantenendo tuttavia una proporzione più contenuta, sicuramente più comprensibile e apprezzabile da un pubblico contemporaneo.
La sontuosità del periodo, piuttosto, è stata sottolineata dall’uso dei tessuti e dalla tavolozza cromatica.
Dovendo rappresentare due mondi distinti e separati, quello plebeo e paesano di Giulio e quello più nobile della protagonista femminile, ci si è mossi su una gamma di colori e materiali diametralmente opposti: il cuoio, la corda, i lini grezzi per i costumi de “Il Falco “, di Lisetta ed in parte della stessa Marietta; i broccati (scelti nelle gamme più stilizzate del ton surton), i velluti, le mussole, le bordature di pelliccia, così come i leggerissimi “veli di cipolla” per Elena e Beatrice. Nell’elaborazione dei costumi nuovi, così pure come nella ricerca del materiale di repertorio, mi sono potuto avvalere della collaborazione delle più grandi sartorie cinematografiche italiane: dalla storica casa D’arte Peruzzi di Firenze, al laboratorio Costumi d’Arte di Mario Russo per i tagli maschili e quelli più rigorosi di Elena; dall’Atelier di Daniele Gelsi, che ha realizzato tutti i restanti abiti femminili, alcuni dei quali interamente ricamati a mano, alle sartorie Neri, Farani e Anna Mode per la ricerca di materiale di repertorio, tra cui spiccano costumi storici usciti dalle mani di maestri come Donati, Escoffier, Carramba, per non parlare dell’apporto dei tanti orafi che hanno realizzato i vari gioielli presenti nel film, così pure per i cappelli, interamente realizzati a mano dalla ditta Pieroni di Roma.
Il tutto per garantire una qualità alta di tipo cinematografico a questa grande produzione in costume.
Le scenografie di COSIMO GOMEZ
La cifra stilistica del progetto scenografico de “Il Falco e la Colomba” su richiesta della rete e del regista, Giorgio Serafini, è stata quella di realizzare ambienti (sia interni che esterni) che non fossero una pedante ricostruzione storica del 1500 ma, pur mantenendo i canoni stilistici corretti, interpretassero in maniera moderna lo spirito dell’epoca.
In questa prospettiva la ricerca delle location più importanti si è “naturalmente” indirizzata verso la Toscana, culla del Rinascimento italiano e notevole cornice allo svolgimento della storia narrata.
Dopo approfondite ricerche e grazie alla collaborazione della Toscana Film Commission si è scelto di girare presso la Villa Medicea “I Collazzi” (che mai aveva ospitato una troupe) attribuita a Michelangelo, perfetta per ambientare il nucleo delle vicende della famiglia Campireali.
L’ambientazione cinquecentesca, poco raccontata nel cinema e nelle serie televisive italiane, ci ha posto di fronte un progetto difficile ma stimolante che ha portato alla ricostruzione di gran parte degli arredi, degli ambienti, delle carrozze e delle armi.
Un lavoro impegnativo per un grande progetto che ha radici nella storia ed un’immagine contemporanea.