Paura per il premier Silvio Berlusconi, colpito al viso da un manifestante dopo un comizio in piazza Duomo a Milano. Berlusconi, colpito da un souvenir a forma di Duomo, ha subito una frattura del setto nasale. E’ stato ricoverato all’ospedale San Raffaele per le medicazioni. Arrestato l’autore dell’aggressione per lesioni e premeditazione: si chiama Massimo Tartaglia e ha 42 anni. In tasca aveva altri oggetti.

Sotto osservazione per 48 ore
Berlusconi non avrà bisogno di nessuna operazione ma sarà trattenuto in ospedale per almeno 48 ore. Lo ha detto il medico personale del premier Alberto Zangrillo, che è anche primario di anestesia e rianimazione all’ospedale San Raffaele, dove il presidente del Consiglio è ricoverato.
“Il premier – ha proseguito il medico – non ha perso mai conoscenza e non è stato sedato. E’ molto amareggiato per quello che è successo”.
Le dinamiche dell’aggressione
Tartaglia si trovava dietro le transenne, un paio di file indietro rispetto alla gente che si accalcava per salutare il presidente del Consiglio.
Quando Berlusconi, circondato dalla scorta, si è avvicinato, in particolare a un sostenitore con una bandiera di Forza Italia per stringergli la mano, da dietro la gente è saltato fuori Tartaglia, che si è praticamente inerpicato sulle spalle di quelli che aveva davanti e lanciato il souvenir che ha colpito il premier tra il naso e il labbro. Al momento del lancio, grazie al suo salto, Tartaglia si è trovato quasi faccia a faccia con Berlusconi anche se a una distanza di due-tre metri. Immediatamente dopo è stato bloccato da un uomo della scorta del presidente del Consiglio e da due agenti in borghese, immobilizzato e portato via a forza tra i molti sostenitori di Berlusconi che volevano aggredirlo.
Berlusconi: “Sono un miracolato”
“Sono miracolato”. Così ha detto Silvio Berlusconi al direttore del Tg4 Emilio Fede che lo è andato a trovare all’ospedale. “Mi ha detto di sentirsi miracolato – dice Fede – perché un centimetro più su e avrebbe perso l’occhio. Naturalmente è dolorante, gli sono stati somministrati analgesici e non credo proprio – sottolinea Fede – che si tratterà di una cosa di sole 24 ore perché ha la frattura del setto nasale, due denti fratturati, ferite alle labbra”. Ma, riferisce il direttore del Tg4, il premier si è detto soprattutto “preoccupato perché c’è una eccessiva atmosfera di violenza. Non è spaventato – precisa Fede – ma preoccupato”.
Bollettino medico alle 12
Il bollettino medico sulle condizioni del premier sarà comunicato alla stampa alle 12. Lo ha reso noto la direzione sanitaria dell’ospedale San Raffaele, dove è ricoverato il presidente del Consiglio.
“Gesto isolato”
Il 42enne è in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano. Tartaglia non sarebbe legato a nessuna organizzazione antagonista conosciuta. In base alla dinamica dei fatti gli investigatori ipotizzano più un gesto isolato che un tentativo di aggressione organizzato. L’uomo lavora come grafico nella ditta del padre e, secondo quanto si è appreso, conduce una vita sociale normale. E’ stato lui stesso a dire agli investigatori di essere in cura al Policlinico.
Magistrato: “Era un gesto premeditato”
Tartaglia è stato formalmente arrestato durante l’interrogatorio tenuto in questura. Le accuse sono di lesioni pluriaggravate dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e dalla premeditazione. L’uomo, infatti, aveva in tasca un altro souvenir, un piccolo crocifisso, e una bomboletta di spray urticante al peperoncino.
La gente sotto shock
I testimoni dell’aggressione dicono tutti di essere scioccati. Il premier stava, infatti, salutando alcuni dei simpatizzanti dando loro la mano quando lo hanno visto accasciarsi.
“Prognosi di 20 giorni”
E’ di circa 20 giorni la prognosi per il premier. A spiegarlo è stato il primario dell’ospedale San Raffaele Alberto Zangrillo. Il presidente del consiglio ha riportato un “importante” trauma contusivo maxillo facciale, contusioni interne ed esterne al labbro e una frattura del setto nasale. Gli sono saltate anche le otturazioni di due denti.
Figli in ospedale
I figli del premier, Piersilvio, Barbara ed Eleonora, hanno visitato il padre all’ospedale San Raffaele dove è ricoverato per l’aggressione subita in piazza Duomo.
Padre aggressore: “Votiamo Pd ma nessun odio”
“Io, mio figlio, la mia famiglia, abbiamo sempre votato Pd, ma nessuno di noi ha mai avuto odio per Berlusconi”. Così Alessandro Tartaglia, il padre di Massimo, ai cronisti che gli hanno rivolto alcune domande attraverso il citofono. Massimo Tartaglia vive infatti ancora con i genitori in una elegante palazzina nel centro di Cesano Boscone. Il padre ha accettato di parlare brevemente, dopo che carabinieri e digos hanno terminato la perquisizione in casa. “Massimo è una persona psicolabile, ma non ha mai fatto del male a nessuno – ha mormorato il padre sconvolto – Anzi lui non ha mai fatto neppure politica attiva, è un volontario del Wwf”.Alessandro Tartaglia ha raccontato che il figlio è uscito da casa verso le 11.
“Ciao a tutti – ha salutato i genitori – vado a trovare un amica non so quando torno”. In casa nessuno ha sospettato nulla. “Se avessi saputo cosa sarebbe accaduto avrei provato a farlo desistere – ha detto il padre – Penso che questo episodio sia maturato dal clima negativo che sta montando in Italia”. “In casa nostra abbiamo sempre commentato quello che succede in politica – ha detto ancora Alessandro Tartaglia – ma nessuno, e tanto meno mio figlio, ha mai mostrato un’esasperazione particolare”.
I PRECEDENTI
Non è la prima volta che il premier Silvio Berlusconi viene aggredito fisicamente da un contestatore. Il precedente risale al 31 dicembre del 2004 quando un giovane turista di Mantova, Roberto Del Bosco, durante una passaggiata del Cavaliere gli lanciò il treppiedi di una macchina fotografica. Il premier stava passeggiando a piedi per la piazza invasa da turisti e bancarelle di dolciumi per il tradizionale mercatino di Natale. In quel caso Berlusconi riportò una leggera contusione tra l’orecchio destro ed il collo che gli provocò un piccolo ematoma retroauricolare.
Un’altra aggressione, questa volta soltanto verbale ebbe grande risonanza. Il 5 maggio 2003 Piero Ricca insulto’ Berlusconi al termine delle dichiarazioni spontanee che il premeir aveva reso al tribunale di Milano nel corso del processo Sme. “Buffone, fatti processare come tutti gli altri”, grido’ il contestatore.

L’aggressore trasferito a San Vittore
Massimo Tartaglia, l’uomo di 42 anni arrestato ieri dopo aver colpito al volto con un souvenir del Duomo il presidente Silvio Berlusconi al termine del comizio a Milano, è stato trasferito nella notte dalla Questura al carcere di San Vittore. All’uomo sono state contestate le accuse di lesioni pluriaggravate dalla premeditazione e dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa. A Tartaglia, che è stato interrogato dal procuratore aggiunto Armando Spataro, sono stati trovati in tasca un altro souvenir, un piccolo crocifisso, e una bomboletta di spray urticante al peperoncino.
Mantovano: “Verso rafforzamento sicurezza premier”
”Alle 11 il ministro Maroni sarà in prefettura a Milano e con il prefetto e i vertici delle forze di polizia punterà ad una esatta ricostruzione di quanto accaduto, frazione di secondo per frazione di secondo ed è evidente che se c’è necessità, come credo ci sia, di stringere ancora di più le maglie, si andrà in questa direzione”. Lo ha detto il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, a La telefonata di Maurizio Belpietro, all’interno di Mattino Cinque.
Il sottosegretario ha ricordato che ”qualche settimana fa ci furono precise segnalazioni da parte dei nostri servizi che individuavano come fonte principale di pericolo per il premier proprio l’attività di soggetti singoli che si inserivano in questo clima più acceso nei confronti del capo del governo. Questo ha portato a un innalzamento delle misure sicurezza”, ha detto Mantovano, aggiungendo che non si può negare a Berlusconi di ”stringere le mani, abbracciare le persone, prendere in braccio bambini: questi – ha detto il sottosegretario – sono i momenti più delicati per i quali mi sembra difficile adesso dare giudizi. Aspettiamo le indicazioni dei tecnici per avere un quadro più completo”.
fonte: tgcom