A Luglio Studio Universal (Premium Gallery sul DTT) celebra una delle icone cinematografiche del XX secolo: Stanley Kubrick. A rendergli omaggio un ciclo di alcuni tra i suoi film più significativi – da “Full Metal Jacket” a “Arancia meccanica”, da “2001: Odissea nello spazio” a “Spartacus” – ed un documentario esclusivo: “Stanley Kubrick – A Life In Pictures”. Realizzato da Jan Harlan (cognato e produttore di Kubrick) e narrato dall’attore Tom Cruise, il documentario esplora aspetti inediti del Kubrick regista, produttore, fotografo, scrittore, senza tralasciarne la dimensione umana. L’appuntamento con la rassegna è a partire dal 2 luglio e poi ogni venerdì alle 21.00.
Il documentario, trasmesso dal Canale in versione originale con sottotitoli in italiano, andrà in onda a partire da venerdì 2 luglio alle 23.00 e a seguire sparso in palinsesto.
Titoli in ordine di trasmissione:
venerdì 2 luglio ore 21.00 – Full Metal Jacket
venerdì 9 luglio ore 21.00 – Barry Lyndon
venerdì 16 luglio ore 21.00 – Arancia meccanica
venerdì 23 luglio ore 21.00 – 2001: Odissea nello spazio
venerdì 30 luglio ore 21.00 – Spartacus
STANLEY KUBRICK – A LIFE IN PICTURES (2001)
Stanley Kubrick era un enigma per molta gente. Nei suoi lavori era estroverso, provocatorio, pronto a rompere le convenzioni. Il documentario, prodotto e diretto da Jan Harlan, è un’opera in tre parti che ripercorre con immagini inedite la vita del maestro di New York. Nonostante la sua leggendaria carriera sia materia nota, la vita personale di Stanley Kubrick è un territorio nascosto ed inesplorato. “Stanley Kubrick – A Life In Pictures” aspira a colmare lo storico squilibrio esistente tra il mito e la realtà.
Il documentario si avvale del contributo di familiari, amici, collaboratori e colleghi: fra tutti, Christiane Kubrick, moglie di Stanley, che ha messo a disposizione un filmato e numerose fotografie private del regista. Ne consegue un ritratto fedele, ricco ed avvincente: dal suo primo lavoro, “Day of the Fight” (1950) , a “Orizzonti di gloria” (1957), contestato film antimilitarista sulla prima guerra mondiale a cui risale il primo incontro tra Christiane Kubrick e Stanley. Il 1963 è l’anno de “Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba”, commedia nera di fantapolitica. Ken Adam, set designer del film, è nel team di Kubrick: “Scoprii molto presto – racconta Adam – che dietro questo entusiasmo giovanile e apparente candore c’era questo super cervello, un enorme potere ed un’assoluta dedizione al cinema.” Nel 1968 è la volta di “2001: Odissea nello spazio”, opera filosofica ed astratta sull’umanità e sulla sua evoluzione. La pellicola turba molto spettatori e critica. Altrettanto scalpore desta “Arancia meccanica” (1971), il suo film più controverso e violento. Sydney Pollack ripercorre così quegli anni: “Non ricordo nessun film di Kubrick che uscì e non creò controversie. Ricordo la recensione di Pauline Kael di 2001 (Odissea nello spazio). Non erano buone critiche. E poi, passano 10 anni e sono tutti dei classici.”
Con “Shining” (1980), tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, Kubrick approda al genere horror in un modo personalissimo, innovativo e sperimentale. Jack Nicholson, protagonista del film, descrive così il genio di Kubrick: “Tutti riconoscono che sia il Maestro. E, in ogni caso, questo non gli rende comunque giustizia.” Nel 1987 Kubrick torna a confrontarsi col tema della guerra in “Full Metal Jacket” (questa volta sul conflitto del Vietnam), secondo Martin Scorsese “l’unico film che abbia mai dato un’idea di quella realtà”. A.I. – Intelligenza Artificiale rimane un progetto incompiuto di Kubrick, ripreso e completato successivamente dall’amico Steven Spielberg. Ultima fatica del regista newyorkese, datata 1999, è “Eyes Wide Shut” (liberamente ispirata al romanzo “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler) con Nicole Kidman e Tom Cruise. Racconta Nicole Kidman che con Kubrick il processo del film non era mai: “Beh, abbiamo una settimana per questa scena. Presto, facciamola!” Stanley voleva esplorare tutte le strade. Non era pressato dal tempo, si rifiutava di esserlo. Diceva: “Vuoi sapere dov’è l’oro nella cinematografia? Il tempo è l’oro. Non devi lasciare una scena prima di sapere che l’hai portata alla perfezione.”
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2012: la fine del mondo -in onda su Retequattro, in prima serata, mercoledì 30 giugno 2010- è il tema affrontato nel quarto e ultimo appuntamento con Top Secret, dal 2002 l’unico ed inimitabile programma/inchiesta a cura di Claudio Brachino che racconta misteri e retroscena di clamorosi casi irrisolti della storia più recente. In questa 9a edizione, Brachino ha abbandonato la consueta conduzione on the road a favore di una in un suggestivo e iper-moderno studio, mantenendo il consueto ritmo serrato, alternato tra filmati inediti e testimonianze esclusive.


Da stasera, martedì 29 giugno, su La7 alle 21.10 torna, con nuove puntate, “La Gaia Scienza“, il programma condotto da Mario Tozzi e il Trio Medusa. Mario Tozzi – geologo e primo ricercatore del Cnr – affronterà diversi temi accompagnato da servizi originali, filmati ed esperimenti realizzati dal Trio Medusa. Anche in questa edizione i quattro conduttori saranno supportati in studio dai ricercatori precari della Sapienza di Roma.