Milano, 4 aprile 2011_ Bellezza made in Italy, Caterina Murino è la cover girl di MAX, in edicola e su iPad da martedì 5 aprile 2011. Dalla partecipazione a Miss Italia 1994 al teatro, dove attualmente sta interpretando la Donna Flor di Jorge Amado, dall’esperienza televisiva come letterina a quella cinematografica da Bond Girl, Caterina si racconta a cuore aperto e dice: “non rinnego nulla del mio passato”. Oggi vive a Parigi e si rammarica che in Italia “l’immagine delle donne sia stata così rovinata!” e che il cinema e la cultura in generale vengano così poco valorizzati “pur essendo la nostra principale risorsa… I talenti non mancano manca la volontà politica”.
“La Francia io non l’ho scelta. Sono venuti loro a cercarmi. Da allora, è stato un film dopo l’altro e ogni volta un successo. Devo dire grazie di esistere al cinema francese. Senza di loro, avrei già da un pezzo mollato questo mestiere. Ancora oggi non lavoro in Italia. Non mi cercano”, così la splendida Caterina Murino si racconta nella lunga intervista concessa a MAX. “Nel nostro cinema i talenti non mancano, manca la volontà politica”. E SUI REGISTI DI CASA NOSTRA, AGGIUNGE “Mi piacciono molto Gabriele Muccino e Michele Placido, e sono una grande amante di Marco Tullio Giordana… in Sorrentino invece rivedo il mio limite, non sento l’abbandono. Non c’è poesia, non c’è magia nel suo cinema, è tutto calcolato”. MENTRE SUI COLLEGHI ITALIANI “…abbiamo quei venti grandi attori, sempre gli stessi, che ruotano in continuazione, gli Accorsi, le Puccini, i Favino…”. E DELLA SUA “STORIA PROFESSIONALE” DICE “Miss Italia, letterina di Gerry Scotti, Bond Girl… non rimuovo nulla, oggi sono il risultato di quegli anni… Una carriera però è fatta più di no che di si… ho rifiutato tanti copioni americani dove ero la bellona di turno… mi avrebbero proiettato a Hollywood come la nuova Megan Fox , ma erano film moralmente inesistenti”. E DA PARIGI NON Può MANCARE UNO SGUARDO SU DONNE E POLITICA “Fa male vedere che l’immagine delle donne in Italia sia stata così rovinata. Non faccio di tutta l’erba un fascio, ci sono donne come Emma Bonino e altre nella politica che sono all’altezza del loro ruolo… l’impressione è però che gli italiani siano più attirati dai mostri mediatici alla Ruby…”
Al centro di una insolita intervista c’è anche il governatore padano Mario Borghezio. “Sono contro la pena di morte”, dice Borghezio, “perché terrorizzato dagli errori giudiziari”. Fervente monarchico, aggiunge poi che sogna “un re discendente dai Bossi alla guida della Padania liberata”. Per un politico italiano molto poco nazionalista, un eterno corteggiato dalla politica italiana, che invece ama la sua Terra e i suoi colori, soprattutto il rosso Ferrari, ma mantiene anche un cuore europeista: “Gran parte delle cose buone che si sono fatte in Italia le dobbiamo all’Europa”, afferma Luca Cordero di Montezemolo che lamenta una Italia “mai così divisa, in preda ai veleni e contrapposizioni, alla perdita della cultura della coesione”. Montezemolo parla anche di quote rose. Si dice favorevole, ma con riserva: “l’occupazione femminile deve essere incrementata con decisioni concrete come gli asili nido aziendali o la detassazione del lavoro delle donne”, senza percentuali imposte nei consigli di amministrazione. “Più che una nazione, siamo un grande paesone, senza una metropoli degna di questo nome. Una portineria immane e smandrappata, affollata di guitti, affaristi e comari”, tuona mefitico Roberto D’Agostino, re italiano del gossip estremo in una lunga chiacchierata senza peli sulla lingua. Tre grandi portfolii celebrano i 150 anni dell’Unità: Fabio Lovino ha ritratto 33 personaggi famosi (tra cui Beppe Fiorello, Elisa, Martina Stella, Fiorella Mannoia, Filippo Timi, Valeria Golino, Claudio Santamaria e i fratelli Zingaretti) che “interpretano” il loro essere italiani; Giovanni Gastel ha reso omaggio ai grandi nomi del Made in Italy; Settimio Benedusi ha fotografato la sua bellissima modella Sabrina a Roma, Firenze e Torino, le tre capitali dell’Italia unita.
E ancora: l’Italia che non ci piace. Paolo Rabitti, ingegnere ed esperto in materia di trattamento di rifiuti, ci guida in un maleodorante tour nelle zone colpite dall’emergenza spazzatura. Sul numero di aprile anche uno speciale sui finti Gladiatori che stazionano davanti al Colosseo, la cucina Slowfood di Carlo Petrini, i cantanti e la musica che hanno fatto la nostra storia e i dieci motivi per amare il Giro d’Italia.
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Nuovo appuntamento, lunedì 4 aprile, in prima serata su Rai1 con la grande fiction Rai “Il commissario Montalbano” che, dal 14 marzo scorso, è tornato sul piccolo schermo con una nuova serie di quattro film per la tv, tratti dagli omonimi romanzi di Andrea Camilleri, con Luca Zingaretti, per la regia di Alberto Sironi.
L’età del dubbio