Tenacia, forza fisica e personalità: Silvia Toffanin ha intervistato a Milanello il centrocampista del Milan Rino Gattuso che ha risposto al fuoco di fila di domande, parlando di tutto, dalla sua vita privata, a quando appenderà le scarpette al chiodo al suo rapporto con i compagni di squadra. Ecco un’anticipazione dell’intervista che andrà in onda integralmente nella puntata di Verissimo, sabato 16 aprile 2011 su Canale 5.
Sabato si giocherà Milan – Sampdoria. A Silvia Toffanin che gli chiede come andrà a finire questo campionato, Gattuso risponde: “Io spero che lo vinciamo noi. Siamo da 22, 23 giornate in testa, abbiamo battuto per due volte sia il Napoli che l’Inter, che sono seconde e terze in classifica…penso che ce lo meritiamo questo scudetto. Ma mancano sei partite, speriamo bene!” Sull’indisciplinato Antonio Cassano, per il quale ha fatto un po’ da tutor appena entrato in squadra, Rino riserva parole di stima: “Antonio lo conoscevo già prima che venisse a giocare nel Milan. E’ un bravissimo ragazzo ma quando sbrocca…sbrocca. Diciamo che devi essere bravo a non farlo sbroccare. Quando vedi che gli sta partendo l’embolo, gli stai vicino e lo calmi” E sul gesto di togliersi la maglietta che è costato nel derby a Cassano l’ammonizione con conseguente espulsione, Gattuso risponde “Io non mi sono arrabbiato quando Antonio si è tolto la maglietta, si sono arrabbiati Galliani e la società. Io, siccome faccio pochi goal, non la tolgo, ma oggi è un po’ un’abitudine di tutti, diciamo un’abitudine sbagliata perché poi sai che verrai punito!”
Sul suo futuro, il centrocampista del Milan ha le idee molto chiare: “Sono quasi al capolinea. Manca poco per appendere le scarpe a chiodo. Ho 33 anni e per il ruolo in cui gioco posso ancora andare avanti due anni ma poi lascerò. Sono orgoglioso di non avere rammarichi, ho fatto tutto quello che volevo fare. In futuro mi piacerebbe allenare i ragazzini”. Sulla possibilità di tornare in Calabria, una volta tolta la maglia del Milan, Rino afferma: “Amo molto la mia terra, parlo calabrese per gran parte della giornata e molti dei miei collaboratori sono calabresi. Uno o due mesi all’anno mi piacerebbe stare in Calabria ma in questo momento farei fatica a tornare a vivere stabilmente lì”. Lo spogliatoio del Milan è internazionale, su che lingua principalmente si parli tra compagni, Ringhio afferma: “Nello spogliatoio la prima lingue che si parla in questo momento è il brasiliano, poi un po’ d’inglese ed infine l’italiano, ma” aggiunge “quando mi arrabbio, sentono parlare anche in calabrese e dico frasi del tipo “te spacco a’capa”. Passando alla sua vita privata, e del rapporto con sua moglie, Rino non si smentisce e dichiara: “Come marito sono terrone! Geloso…molto geloso, ma lo è anche mia moglie. In generale sono molto presente, mi piace avere sotto controllo la mia famiglia e non fare mancare niente ai miei cari”. Rino, che ha due figli, non ha voluto assistere al momento del parto. A Silvia Toffanin che gli chiede come mai, risponde: “Sono delle cose intime e, visto che con la tua compagna devi poi continuare ad avere una vita… per me, certe cose è meglio non vederle!” Sempre parlando di figli, Gattuso confida: “In mio figlio piccolo vedo già la passione per il calcio anche se ha solo tre anni. Se prenderà questa strada spero, però, che sia più tecnico di me e meno aggressivo”.
Determinato e mai arrendevole, Rino dice che il suo motto nella vita è “lavorare, lavorare e lavorare”, di avere la tendenza ad ingrassare “ho la fissa di andarmi a pesare tutti i giorni, perché quando devi correre due chili in più si sentono” e sulla possibilità di avere qualche momento di debolezza o commozione, chiosa “Difficilmente piango per il calcio, per una partita andata male. Il pianto lo lascio per altri momenti, quando vedo delle cose brutte”. Infine, tra un palleggio e l’altro con Silvia Toffanin , sulle tre giornate di squalifica inflitte a Ibrahimovic, scherzando, fuori onda, confida: “Ma hai visto quanto è grosso? A Ibra non ho detto niente perché avevo paura di prenderle!”
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