Iris, canale free del Dtt Mediaset diretto da Miriam Pisani, martedì 3 maggio 2011, in prima e seconda serata, celebra il cinema internazionale di culto con una pietra miliare del poliziesco americano: Il braccio violento della morte, del 1971, e il suo seguito Il braccio violento della morte 2, uscito nelle sale 4 anni dopo.
Un colpo in pieno viso in una tranquilla città marsigliese e un bambino che a Brooklyn chiede una rivoltella per Natale… questo l’inizio di The French Connection (titolo originale), planetario successo di William Friedkin, il “regista del male” che, solo pochi anni dopo, avrebbe girato il capolavoro horror consacrazione del suo talento, L’esorcista. “Papà” Doyle (un impeccabile Gene Hackman) è, insieme al collega Buddy “Tristezza” Russo (Roy Scheider), un agente della narcotici di New York: malvisto dai suoi superiori per i metodi poco ortodossi impiegati nelle indagini, combatte delinquenti e spacciatori con le loro stesse armi, violenza, inganno e corruzione. Sulle tracce di un traffico di droga che coinvolge anche un personaggio della tv, Doyle riesce a intercettare Alain Charnier (Fernando Rey), il boss dell’organizzazione criminale a Marsiglia e… Il regista statunitense scende per le strade di New York dando volutamente un’impronta documentaristica alla sua opera e impiega un linguaggio nuovo, conciso ed efficace, coadiuvato dal montaggio serrato di Jerry Greenberg.
Famoso per il forsennato inseguimento di Gene Hackman (che in auto rimane alle calcagna di un cecchino ingaggiato per ucciderlo, in fuga su un convoglio della metropolitana), Il braccio violento della morte sconvolse critica e pubblico per la rappresentazione del labile confine tra bene e male. Per la prima volta, all’alba degli Anni ’70, i tutori della legge risultavano non meno criminali dei loro antagonisti: Doyle è un violento perverso e lo spacciatore un raffinato europeo. Sbancato il botteghino, nella notte degli Oscar del 1972, Il braccio violento della morte soffiò la statuetta come Miglior film ad Arancia Meccanica e ne conquistò altre 4 (Miglior regia, Miglior attore protagonista, Migliore sceneggiatura non originale e Miglior montaggio); nello stesso anno vinse anche 3 Golden Globe (Miglior film drammatico, Miglior regia e Miglior attore in un film drammatico). In seconda serata, il sequel Il braccio violento della morte 2, diretto da John Frankenheimer, in cui vengono pareggiati i conti tra criminali e poliziotti.