Con La terra dei morti viventi, in onda venerdì 1° luglio alle 22.50 su Italia 1, George A. Romero, capostipite del genere zombi, conclude la tetralogia dedicata alla saga dei “morti viventi”. Il regista ha sempre usato questo tema non solo come filone principe del genere horror, ma per ritrarre in maniera critica la realtà socio-politica americana.
Il mondo è definitivamente invaso dai morti viventi. I pochi che sono riusciti a sopravvivere si sono asserragliati in una città fortificata dove i ricchi stanno rinchiusi in torri d’avorio, grattacieli inaccessibili, mentre i poveri vivono per strada. A bordo di un’enorme autoblindo, un gruppo di mercenari esplora le terre circostanti in cerca di beni di sostentamento per chi se li può profumatamente pagare. Quanto ai morti, loro si stanno evolvendo e iniziano a scoprire il mondo delle emozioni, fatto di un sentire complesso: sempre più numerosi e compatti marciano verso la città per vendicarsi delle angherie subite. Sarà proprio quel gruppo di mercenari sfruttati dai potenti a salvare i cittadini dagli zombie e a dare a questi ultimi una possibilità di poter continuare la propria vita pacificamente. L’ultimo capitolo della saga è denso di metafore anche politiche e chiude la famosa tetralogia.
Il film mette sotto torchio la tendenza a sopraffare i più deboli e il principio di globalizzazione. I cattivi non sono i morti, che vivono in una condizione disagiata e che cercano uno spazio per realizzare il proprio destino, ma gli stessi uomini che con l’avidità uccidono sé stessi e i propri simili. Nel cast, Simon Baker, star di The Mentalist, la figlia d’arte Asia Argento, Dennis Hopper, noto per la sua memorabile interpretazione in Velluto Blu, e John Leguizamo, attore colombiano visto nel musical Moulin Rouge!