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Domani in prima serata su Rai 1 debutta “Il giovane Montalbano”

Pubblicato da tuttotvstaff su 22 febbraio 2012

Il cast, © foto Assunta Servello

Domani, giovedì 23 febbraio, in prima serata su Raiuno, debutta Il giovane Montalbano, l’attesissimo prequel del grande successo de Il commissario Montalbano che, per sei successivi giovedì, ci svelerà tutto quello che avremmo sempre voluto sapere sul commissario più famoso d’Italia.

Prodotto da Rai Fiction e Palomar per la regia di Gianluca Maria Tavarelli, Il giovane Montalbano s’ispira ancora una volta ai racconti di Andrea Camilleri, che firma la sceneggiatura e il soggetto insieme a Francesco Bruni. La serie, ambientata all’inizio degli anni Novanta, ci racconterà come si è formato il mondo del celebre Salvo Montalbano, dal suo primo incarico come vice-commissario nel paese di montagna di Mascalippa al trasferimento a Vigàta, dalla nascita dell’amicizia con Mimì Augello all’innamoramento per Livia…, vedremo un Salvo Montalbano alle prime armi, ma già dotato di quell’arguzia e determinazione che conosciamo bene. A vestire i panni del giovane commissario, Michele Riondino, tra gli attori di punta del cinema italiano. Nel cast: Sarah Felberbaum nel ruolo di Livia, insieme ad Alessio Vassallo (Mimì Augello), Andrea Tidona (Carmine Fazio), Fabrizio Pizzuto (Catarella), Beniamino Marcone (Giuseppe Fazio) e Adriano Chiaramida (il padre di Montalbano).

La trama della prima puntata: “La prima indagine di Montalbano” 

Nell’autunno del 1990, Salvo Montalbano è un giovane vicecommissario in servizio a Mascalippa, uno sperduto paese di montagna della Sicilia più segreta. Il suo superiore è Libero Sanfilippo, un commissario saggio ed esperto, che gli insegna come muoversi nelle indagini più intricate. Ma il carattere di Montalbano, insofferente alle regole e attento più all’umanità delle persone che alle apparenze, si manifesta già in questo suo periodo di apprendistato: nell’indagine sull’omicidio di Casio Alletto, un mezzo delinquente con precedenti per furto di bestiame, Montalbano sa benissimo che il colpevole non può essere il pastore Tano Borruso, l’unico in paese a possedere un paio di scarponi chiodati simili a quelli usati per uccidere l’Alletto. Lo sa perché crede di conoscere gli uomini, e Tano Borruso non è un assassino. Quando viene promosso vicequestore a Palermo, Sanfilippo potrebbe proporre a Montalbano di sostituirlo come commissario a Mascalippa. Ma Sanfilippo si rende conto che il suo giovane e dotato allievo mal sopporta il freddo di quel paese di montagna e soprattutto soffre la lontananza dall’amato mare, e dalla cucina di pesce. Così chiede al ministero che anche lui venga trasferito. Il giovane vicecommissario è fidanzato con Mery, un’insegnante che lavora a Catania e che lo raggiunge per il fine settimana. Salvo vuole molto bene a Mery, ma è a disagio quando la ragazza vorrebbe dare alla loro relazione l’aspetto di un matrimonio, o perlomeno di una convivenza. Ed è proprio Mery che, grazie a uno zio che lavora al ministero, che rivela a Salvo la sua prossima destinazione: commissario capo a Vigata. Per Montalbano si tratta di un ritorno, dal momento che proprio a Vigata, città di mare in provincia di Montelusa, il giovane commissario ha passato l’infanzia dopo la morte della madre. E a Vigata vive ancora il padre di Montalbano, con cui Salvo non sembra avere un buon rapporto. Però Vigata è sul mare, e questo è sufficiente per riempire di gioia l’animo del commissario. Che riesce subito a trovare un ristorante che soddisfa pienamente le sue richieste. Vede anche una casa sul mare che gli piacerebbe affittare, ma Mery lo dissuade: chissà quanto costerà… Montalbano ci lascia il cuore, in quella casa, e per il momento si adatta nella foresteria del nuovo commissariato. Qui fa la conoscenza di Carmine Fazio, un esperto agente che gli è di grande aiuto: Montalbano infatti deve scontrarsi con le difficoltà di un ragazzo di trent’anni a cui viene affidato un ruolo di responsabilità. Ma Montalbano trova nel commissariato di Vigata quella famiglia che forse non ha mai avuto. E  trova anche un fratello minore di cui il questore gli chiede di occuparsi: Agatino Catarella, un poliziotto rimasto orfano, dall’animo semplice. Catarella si rivela subito estremamente grato al commissario che, sorvolando su certi suoi problemi con la comprensione dei nomi, lo prende sotto la sua protezione e gli assegna il delicato compito di centralinista del commissariato. In poco tempo, Montalbano è riuscito a risolvere il caso dell’omicidio Alletto a Mascalippa, scagionando il pastore Borruso e trovando il colpevole, e al tempo stesso ha avuto il suo battesimo del fuoco a Vigata: sventa il piano di una ragazza, Viola, che voleva punire il malvivente che l’aveva violentata, ma al tempo stesso fa in modo di arrestare il responsabile della violenza. È nato il Montalbano che conosciamo: il poliziotto capace di inventarsi mille modi, non sempre ortodossi, per assicurare alla giustizia i colpevoli.

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